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Galileo,i giorni della cecità
di Franco Donatini
Pubblicato su SITO
Anno
2009-
Felici
Prezzo €
Euro-
71pp.
ISBN
9788860192905
Una recensione di
Faustina Tori
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Recensione di “Galileo”,i giorni della cecità” di Franco Donatini - Felici editore Prefazione Carlo Rubbia pag. 70 Un Galileo rivisitato e attualizzato, un Galileo che ha la sensibilità dell’uomo contemporaneo, un Galileo, vecchio e stanco, che trae energia prorompente dall’amore che ha in sé per una donna che non travolge i suoi sensi , ma lo completa e da nuovo vigore sia alla passione che alla sua mente. Ecco il ritratto nuovo che Franco Donatini, alla sua seconda fatica letteraria, ha saputo far vivere nelle intense pagine che ha dedicato allo scienziato e all’uomo che vive tra il ‘500 ormai tramontato e il nuovo secolo in arrivo. Non scevro da riflessioni profonde sulla scienza e sul desiderio continuo di nuove scoperte, il testo rivela qualcosa in più rispetto a tutto quanto è stato già scritto su questo scienziato a tutto tondo, che passa con disinvoltura dalla musica, alla letteratura, alle scoperte scientifiche. Franco Donatini fa proprio il personaggio, svela le sue emozioni soprattutto alla luce dei ricordi di Galileo, quando la cecità gli impedisce di scrutare il cielo, quel cielo che aveva tanto amato, quello spazio infinito a cui aveva teso per tutta la vita. L’uomo di successo, autore del Sidereus Nuntius, per i cattedratici, del Dialogo sopra i Due Massimi Sistemi, l’opera per cui fu processato di fronte al Santo Uffizio e di importanti scoperte come il cannocchiale, nel suo ritiro forzato ad Arcetri, vive nell’attesa dell’oblio, tra emozioni, nostalgie e ricordi senza mai fermare il suo pensiero rivolto alla scienza, ad andare oltre il conosciuto, al viaggio interminabile verso la verità che lo aveva contraddistinto per tutta la sua vita. Franco vive in osmosi con Galileo, come per lui è il pensiero a primeggiare. Si avverte nel suo personaggio il bisogno di recuperare le proprie radici toscane, di riappropriarsi di un amore giovane quello per Alessandra che lo accompagna fino alla fine, una figura di donna dolcissima, generosa e estremamente femminile, il cui fascino sta proprio nel suo fondersi con la sua giovinezza. Le ultime immagini che Galileo porta dentro di sé come un presagio dell’incipiente cecità sono proprio quelle del paesaggio e della sua “donna” quella che si incontra una sola volta nella vita , quella con cui si sogna di poter condividere le più profonde emozioni e sensazioni che solo un amore grande può dare. E l’ultimo pensiero prima del trapasso è il sorriso di Alessandra, il corpo snello, gli occhi illuminati di infinita tenerezza per non essere presente nel momento più difficile di ogni uomo: la morte. Franco Donatini ha saputo consegnare ai lettori delle pagine di notevole intensità emotiva che sono anche un messaggio della complessità di un uomo grande che non può avere mai certezze, ma è alla ricerca continua di se stesso, dell’amore e della sua completezza nella fusione con l’eterno mito del femminile
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